https://www.academia.edu/169228476/RIFLESSIONI_SUL_CD_EDIFICIO_CON_STIPE_?email_work_card=title
Anaktora or sacella? Dinu Adamesteanu asked himself in 1955, proposing a question that is still in vogue. An anthropological approach, not only limited to the standards of Classical archeology, is able to contextualize the archaeological evidence within the coordinates of an Archaic society (not Hellenic, even if 'Hellenized') in which the residence of the anax integrates the political, legal and religious functions. Il monumento in questione, riportato per gran parte alla luce dalla SAIA nel 1929-1930, è stato, in anni recenti, oggetto di studio, soprattutto riguardo alcune classi di materiale con le correlate deduzioni sul culto che si praticava in quell'area, da parte di Luigi Beschi, il quale, oltre ad aver pubblicato una scelta dei principali oggetti votivi, ha esplorato, con Gaetano Messineo, l'edificio con banchina situato circa 50 m ad est; ciò ha prodotto una serie impareggiabile di informazioni sulla società lemnia arcaica e sul contesto topografico in cui va inserito l'edificio di cui ci stiamo occupando 1. Si tratta di letteratura ben nota sulla quale qui non mi pare necessario soffermarmi. Ricordo solo, per il rispetto dovuto ad uno stimatissimo ed autorevole studioso come Luigi Beschi, che non ebbi nessuna difficoltà ad accettare, nel corso degli anni in cui ho diretto la SAIA, la sua cortese richiesta di non riprendere lo scavo nell'area del suddetto santuario e neppure al Kabirion di Chloi, prima che egli avesse portato a compimento la pubblicazione delle sue lunghe ed esemplari ricerche. Scomparso Beschi, la ricerca nell'edificio è stata ripresa, nel quadro delle attività di scavo promosse dalla SAIA, sotto la direzione di Riccardo Di Cesare con la collaborazione degli allievi della Scuola. Di queste ricerche recentissime (2018-2019) abbiamo letto le relazioni preliminari di Di Cesare 2 , mentre è annunciata come imminente la pubblicazione integrale del complesso e dei materiali recuperati con lo scavo. Qui vorrei, invece, intervenire per proporre alcune riflessioni sulle funzioni dell'edificio collocato su quella che 'convenzionalmente', come già faceva Beschi, possiamo chiamare l'acropoli di Efestia. In letteratura il monumento è, con esemplare prudenza, noto con il nome di 'edificio con stipe'. E nessuno può negare che sia così, anche se il nome indica una parte, non il tutto, com'è ben chiaro, perché la stipe occupava solo il vano C. Bisogna dunque trovare una definizione che dia una ragione all'esistenza di tutto il complesso nella varietà delle sue funzioni. Parto dalla relazione preliminare di R.
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